I migliori alleati di un educatore a scuola

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Quando entri in classe e non ti senti solo, ma ti senti parte di quel gruppo, ricevi una marcia in piu’ che è impagabile, e se ti senti parte di quel gruppo sarà quasi naturale far sentire anche il minore in quella situazione; avere un buon rapporto con tutta la classe penso sia un ottimo esempio di socialità per tutti ed un sostegno psicologico indispensabile per il nostro lavoro, che si riflette di conseguenza, positivamente sul nostro ragazzo. Penso sia bellissimo entrare in classe al rientro delle vacanze ed essere abbracciati dal nostro ragazzo e poi a catena tutti insieme i suoi compagni. Per spiegarmi ancora meglio: “ciao Ester quando entri in classe porti il sole”. Queste le parole dei compagni di classe di M. al mio ingresso in classe la scorsa settimana. Se è vero che ancora mi emoziona la sensazione di benessere datami da quelle parole è anche vero che presumibilmente anche noi diamo qualcosa di positivo a loro e questo gratifica professionalmente e personalmente. Significa che possiamo fare affidamento sulla classe per agire sul minore, significa che ci vedono come risorsa positiva, cosi’ come noi vediamo loro.

Le compagne/i di classe sono una risorsa fondamentale per l’educatore a scuola, sono degli alleati formidabili, a volte un po’ furbetti, perché sanno che l’educatore puo’ fare dei piccoli gruppi e portarli fuori dalla classe o fare attività alternative alla lezione. Cercano di trarre vantaggio dal nostro intervento ma viene offerta loro in cambio, una risorsa ancora piu’ grande ed essenziale per la loro educazione: vivere la disabilità in maniera positiva, abituarsi alle persone disabili senza vederle come “diverse”; loro ci offrono supporto e collaborazione ma imparano anche tanto, tantissimo da chi ha capacità differenti dalla norma.

I compagni sono coloro che affiancano il nostro minore per la maggior parte del tempo scolastico, sono essenziali, a mio avviso per svolgere al meglio il nostro lavoro.

Quando entro per la prima volta in una classe e mi presento spiego sempre che io sono li’ per tutta la classe, che devo si, aiutare soprattutto il mio minore ma che ci sono all’occorrenza anche per loro; che passeremo tanto tempo insieme e che mi piacerebbe che quel tempo fosse produttivo per tutti. Questo fa si, ed ho avuto conferma negli anni di servizio, che loro ci siano per me, o meglio per il minore in carico ogni volta che è necessario.

Nella maggior parte dei casi se coinvolgo i compagni nell’aiutare il minore nelle attività di didattica o in attività alternative trovo sempre la loro piena disponibilità.

Solitamente comunico molto con la classe anche sulle attività che svolgo o che vorrei svolgere, proprio per cercare di coinvolgerli piu’ possibile. Penso sia essenziale coinvolgerli nel nostro percorso, perché arricchiscono il nostro lavoro e sono una risorsa in piu’ per il minore.

Inoltre se è vero che il minore viene incluso è anche vero che i compagni nel contempo imparano qualcosa che non sta scritto sui testi scolastici: tolleranza, coesione, disponibilità. I vantaggi sono quindi infiniti e non penso ci siano limiti nel coinvolgimento del gruppo classe, si deve stare sempre molto attenti a cosa si propone, al quando, considerare la maturità del gruppo per certe attività, ma li’ sta al professionista essere attento e cauto.

Ester Atzori

I migliori alleati di un educatore a scuolaultima modifica: 2020-01-25T11:35:00+01:00da e-news104
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