Il piccolo gruppo

alessandra

Quando si parla di scuola, si pensa in automatico ad una struttura piuttosto grande, suddivisa per classi in cui vi sono circa venti alunni disposti in due per banco che assistono ad un lezione frontale, perché questo è ciò che hanno vissuto i nostri genitori quando andavano a scuola, ed è quello che poi abbiamo vissuto anche noi. Ancora oggi la scuola funziona così e per questo pensiamo che sia statica, noiosa e poco stimolante, e che solo gli alunni veramente motivati a studiare possano sostenere questo tipo di lezioni. In reale difficoltà si trovano soprattutto i ragazzi e le ragazze portatori di handicap che per limiti fisici e/o cognitivi non possono reggere abitualmente questo tipo di lezioni. Qui entra in gioco l’educatore che deve chiedersi come facilitare e rendere possibile al proprio alunno il massimo apprendimento e sopratutto l’integrazione con i propri pari.

Fra i vari strumenti a disposizione, lavorare in piccolo gruppo facilita il raggiungimento di questi obiettivi.

Il piccolo gruppo è formato da quattro o cinque ragazzi e/o ragazze, e la scelta varia, può essere casuale o mirata, dipende dal lavoro che si vuol fare e dal tipo di obiettivo che ci si è prefissati.

Ad esempio, quando il mio alunno, ha la necessità di lavorare su una materia, per ripassare o chiarire degli argomenti la mia scelta ricade su alcuni ragazzi che sono forti in quella materia e altri che lo sono meno, per far si che quelli più bravi possano aiutare e affiancare quelli meno bravi. Questo porta sicuramente ad aumentare l’ autostima in quelli bravi e in quelli meno bravi la possibilità di capire ciò che non gli era chiaro attraverso il linguaggio semplificato dei propri compagni; se invece il mio obiettivo è quello di appianare i conflitti all’interno della classe, la mia scelta sarà mirata e ricadrà sui ragazzi che hanno dei contrasti, e proporrò loro delle attività o giochi che stimolano la discussione e la collaborazione.

In sostanza lavorare in piccolo gruppo, ha diversi risvolti positivi:

permette agli alunni di collaborare alla pari e di sentirsi parte di un gruppo in maniera eguale, dove la responsabilità del singolo è uguale a quella degli altri, e la forza è data dal gruppo;

gli alunni lavorano di più e aumentano la loro motivazione e autostima;

si crea un clima più disteso in cui si rafforza la solidarietà e la nascita di nuove amicizie;

permette la discussione e la riflessione;

permette l’ integrazione degli alunni in situazione di handicap, e la comprensione della diversità.

Nella mia esperienza, posso affermare che lavorare in piccolo gruppo faciliti il raggiungimento degli obiettivi che mi prefiggo e aiuti i ragazzi a sperimentare e confrontarsi con situazioni che probabilmente non sceglierebbero.

Alessandra Argiolas

Il piccolo gruppoultima modifica: 2020-01-25T11:47:26+01:00da e-news104
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Post Categories: il contesto

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